Benvenuto sulla Via delle Acque, del Vino e del Grano: un cammino ad anello che parte dal centro di Genzano di Lucania e si snoda tra paesaggi agricoli, fonti millenarie, memorie contadine e orizzonti silenziosi. Un viaggio da percorrere a piedi o in bici, al ritmo della terra e della tua curiosità.
La partenza è in paese, su viale XXIV Maggio, dove s’incontrano i primi segni della storia: il Palazzo De Marinis, elegante e maestoso, oggi sede del Municipio, e poco dopo la Fontana Cavallina, dominata dalla statua di Cerere, dea dell’Abbondanza. Un omaggio alla fertilità di queste terre, al grano e all’acqua che hanno reso Genzano un centro agricolo vitale. Fermati un istante, ascolta il suono dell’acqua: è il primo invito a rallentare.
Proseguendo, la Chiesa del Carmine ti accoglie con la sua spiritualità barocca e i dipinti seicenteschi. È il fulcro della festa più sentita del borgo, tra canti, devozione e antiche tradizioni. Poco oltre, una terrazza si affaccia sulle grotticelle, cavità scavate nella roccia per conservare il vino. Alcune sono ancora attive: se incontri qualcuno, potresti ritrovarti con un bicchiere in mano e un racconto contadino da ascoltare.
Il sentiero si apre verso la natura. Il Ponte sulla Fiumarella, pur con il torrente quasi asciutto, conserva intatta la forza del paesaggio. Lasciati avvolgere dal silenzio, ascolta il vento tra le fronde, osserva il volo di un airone: qui l’essenziale è visibile solo a chi si ferma davvero.
Fuori dal centro abitato, il cammino si fa rurale: colline dorate, muretti a secco, campi mossi dal vento. Lungo la strada incontri la Chiesa di Monteserico, antica e solitaria, dove il tempo sembra sospeso. Cercane la botola nascosta e immagina le vite che hanno abitato queste pietre.
Proseguendo, la Fontana Vetere racconta l’antico rapporto tra uomo e gregge: vasconi scavati nella roccia, acqua viva e leggende che sopravvivono nel vento. Qui inizia la Carrera della Regina, un tratto che secondo la tradizione era percorso da una misteriosa regina in cerca di ristoro.
L’orizzonte si allarga sul Lago di Serra del Corvo, oasi di biodiversità tra Basilicata e Puglia. È il momento di una sosta: apri lo zaino, riposa, ascolta.
Il percorso continua verso l’agro di Notargiacomo, tra le campagne dove nacque la protesta contadina degli anni ’40. Qui, la Riforma Agraria trasformò la storia: le terre furono redistribuite e coltivate da mani nuove. Incontra oggi quelle stesse famiglie, tra masserie attive e storie ancora vive.
La tappa si chiude con una pedalata rigenerante, tra dolci declivi e grano maturo, fino a ritrovare il profilo del borgo da cui tutto è iniziato. È un cerchio che si chiude, ma anche un invito a tornare.
PUNTI DI INTERESSE:
CONSIGLI PER L’ESPERIENZA:
INFORMAZIONI UTILI:
“A review from a customer who benefited from your product. Reviews can be a highly effective way of establishing credibility and increasing your company's reputation.”
Customer Name
“A review from a customer who benefited from your product. Reviews can be a highly effective way of establishing credibility and increasing your company's reputation.”
Customer Name
all contents © BorgoItalia, 2025